Turismo
Tra le più rilevanti sono attività turistiche che ruotano intorno al comune di Pomezia, sicuramente si prefigura l’apertura, da qualche anno, dell’importante parco acquatico ZooMarine.
La città ha una buona dotazione alberghiera, che serve sia le esigenze delle imprese locali che quelle del turismo romano. L'industria del tempo libero si avvale fondamentalmente del litorale di Torvaianica, molto frequentato dai romani sia nei fine settimana che nei mesi estivi.
Museo Archeologico Lavinium Città di Pomezia - Domus Aeneae
Qui sono esposti alcuni reperti trovati nella zona, che molti studiosi identificano come l'antica Lavinium, dove si stabilì Enea con i suoi compagni in fuga da Troia.
Il museo si compone di quattro sale in cui sono esposti reperti databili tra il V e il II secolo A.C., testimonianze dell'attività religiosa che qui si svolgeva, tanto che "Lavinium" in epoca romana era chiamata "civitas religiosa".
La Domus Aeneae sorge in prossimità dell'area archeologica detta delle "Tredici are" e del Borgo di Pratica di Mare dei principi Borghese.
Villa Romana di Torvajanica
La struttura è stata scoperta per caso (in via Siviglia) durante i lavori per la costruzione di una rete fognaria all'inizio del 2006; dopo i primi interventi della soprintendenza dei beni archeologici del Lazio, finanziati dal Comune di Pomezia e seguiti dall'archeologo dott. Filippo Avilia, che ne hanno determinato il valore storico, oggi sono stati ripresi gli studi dell’area, che attualmente si presenta recintata.
Lo scavo di Torvaianica ha messo in luce l'impianto di quella che con ogni probabilità era la villa romana di una ricca famiglia senatoriale, costruita poco distante dal mare (la villa dista qualche centinaio di metri dall'attuale linea costiera) nelle vicinanze dell'antica città di Lavinio, dove la tradizione vuole sia sbarcato Enea.
Le prime ipotesi, basate sulla ricchezza dei materiali utilizzati e su alcune iscrizioni poste su due fistule plumbee, attribuiscono la villa a due senatori della gens Flavia.
Gli scavi hanno portato alla luce, oltre all'impianto generale della villa, una ricca pavimentazione, fatta di marmi colorati posti in modo da formare disegni geometrici, zoccolature marmoree e alcuni frammenti di affreschi e decorazioni marmoree.
Tra il 24 ottobre e il 30 novembre del 2006 sono state riportate alla luce 69 tombe, con i resti di alcune persone, anche bambini, databili intorno al III secolo d.C.. Si fa l'ipotesi che la villa in epoca tardo imperiale fosse il centro di un vasto latifondo, dove lavorava un gran numero di servitù. I sepolcri ritrovati appartengono a due distinte tipologie: una, utilizzata per gli adulti, è fatta da corpi adagiati su letti di tegole, mentre l'altra, utilizzata per i bambini, è costituita da anfore olearie (provenienti per lo più dalla Tunisia), dove venivano deposti i corpi dei piccoli bambini.